Vai al contenuto principale

Macchine agricole, frenata d’estate: tutti i numeri di FederUnacoma e il peso degli incentivi

Nel terzo trimestre 2026 trattrici a −13,8%, mietitrebbiatrici a −37,5% e ruolo decisivo degli incentivi ISMEA e INAIL

macchine-agricole-frenata-destate-tutti-i-numeri-di-federunacoma-e-il-peso-degli
Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Dopo un avvio d'anno in crescita, il mercato italiano delle macchine agricole ha cambiato segno nel terzo trimestre 2026. I dati elaborati da FederUnacoma sulla base delle immatricolazioni del Ministero dei Trasporti mostrano un calo diffuso tra luglio e settembre, dopo mesi di crescita sostenuta dagli incentivi pubblici.

La fotografia è stata presentata a Roma, al MASAF, in occasione della conferenza stampa di apertura della 47ma edizione di EIMA International, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida, del presidente del CREA Andrea Rocchi e della direttrice generale della Federazione Simona Rapastella.

Il terzo trimestre segna l'inversione

Tra luglio e settembre tutte le principali categorie di macchine registrano flessioni rispetto allo stesso periodo del 2025. Le trattrici perdono il 13,8%, le mietitrebbiatrici il 37,5%, i transporter il 18,2%. Calano anche i sollevatori telescopici (−16,2%) e i rimorchi (−5,6%). Un rovesciamento netto rispetto al trend favorevole che aveva caratterizzato l'inizio dell'anno, come ricostruito anche in una precedente analisi sul mercato delle macchine agricole nel 2026.

Macchine agricole 2026 in calo nel mercato italiano
Da sinistra sul palco; Siimona Rapastella, Maria Teresa Maschio, Francesco Lollobrigida, Andrea Rocchi OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Secondo Mariateresa Maschio, presidente di FederUnacoma, la federazione che in seno a Confindustria riunisce i costruttori di macchine agricole, il rallentamento riflette un intreccio di fattori economici e climatici. L'instabilità geopolitica, la ripresa dell'inflazione e la crisi climatica manifestatasi tra tarda primavera ed estate hanno frenato la propensione delle imprese agricole a investire in nuovi mezzi, dopo un 2025 chiuso con il segno più grazie alle agevolazioni statali che avevano sostenuto le vendite di trattori.

Il bilancio dei nove mesi resta positivo per alcuni segmenti

Nonostante la frenata estiva, il bilancio complessivo di gennaio-settembre non è uniformemente negativo. Le trattrici totalizzano 12.290 unità vendute, in calo del 3,3% sul 2025. I transporter scendono dell'11,4% con 542 mezzi immatricolati, mentre i rimorchi segnano un −6,1% a quota 5.685 macchine. Il quadro nazionale, pur in rallentamento, si distingue da altri mercati internazionali dove i cali registrati nello stesso periodo sono stati più marcati.

Restano invece in territorio positivo le mietitrebbiatrici, che chiudono i nove mesi a +12,4% con 235 unità immatricolate, e i sollevatori telescopici, in attivo del 9,3% con 916 mezzi venduti. In entrambi i casi si tratta però di incrementi dimezzati rispetto ai ritmi di inizio anno, segno che anche i segmenti più solidi hanno risentito del rallentamento estivo descritto nel quadro sulla tenuta del mercato trattrici in Italia.

Il ruolo degli incentivi pubblici

A contenere l'impatto della congiuntura sfavorevole è stato, secondo quanto riferito in conferenza, il sistema di agevolazioni pubbliche attualmente disponibile per il settore. Tra gli strumenti citati figurano il Fondo Innovazione gestito da ISMEA e il bando sicurezza promosso da INAIL, entrambi utilizzabili per sostituire i mezzi più datati con tecnologie di nuova generazione.

Commentando il ruolo di questi strumenti, Mariateresa Maschio ha dichiarato: "L'intervento pubblico svolge un ruolo strategico sia perché sostiene le aziende agricole in una fase poco favorevole agli investimenti in macchinari avanzati, sia perché stimola un'attenzione verso l'innovazione e il progressivo aggiornamento del parco macchine su standard più elevati". La presidente ha inoltre indicato in EIMA la sede in cui costruire politiche di sostegno per l'industria e di accesso ai mercati più promettenti, accanto alle difficoltà già segnalate per altri mercati internazionali come quello statunitense, dove le vendite hanno registrato un calo a doppia cifra.