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Negrar, sbancamenti illegali: denunciati per nuovo vigneto

Negrar di Valpolicella, Val Galina e Progno Borago, NIPAAF di Verona: quasi 1 ettaro in più, 3.435,33 euro di sanzioni

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Foto di: OmniTrattore.it

A Negrar di Valpolicella tre persone sono state denunciate dai Carabinieri Forestali per sbancamenti e terrazzamenti eseguiti senza le autorizzazioni necessarie, in un'area sottoposta a vincoli ambientali. I lavori avevano l'obiettivo di ricavare quasi un ettaro in più di superficie vitabile, ma sono scattate sanzioni amministrative per 3.435,33 euro e la contestazione di reati contro l'ambiente.

L'area interessata si trova vicino alla zona naturale protetta "Val Galina e Progno Borago", un contesto dove ogni movimento di terra rilevante richiede permessi specifici. I controlli sono stati condotti dal NIPAAF di Verona, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, in collaborazione con l'Ufficio Tecnico del Comune e la Polizia Locale: una sinergia che segnala un presidio più stretto sul territorio collinare durante la stagione degli impianti.

Negrar, sbancamenti per nuovi vigneti: norme e sanzioni
La viticoltura della Valpolicella si sviluppa anche su versanti terrazzati, dove ogni trasformazione del suolo ha un forte impatto paesaggistico OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Cosa è successo a Negrar e chi è coinvolto

I terrazzamenti contestati non erano semplici lavorazioni agronomiche ma vere e proprie opere di trasformazione del suolo, tali da rientrare nel perimetro di controllo dei Carabinieri Forestali. Secondo quanto dichiarato dal reparto, le attività contestate sono soggette a specifiche autorizzazioni quando vengono realizzate in contesti sottoposti a vincolo idrogeologico, paesaggistico o ambientale.

La vicinanza al sito protetto di Val Galina ha reso l'intervento particolarmente sensibile: in zone di questo tipo il confine tra sistemazione idraulico-agraria ordinaria e opera soggetta a permesso di costruire si sposta, e la soglia di tolleranza degli enti si abbassa. Le denunce riguardano tre persone, verosimilmente titolari dell'azienda e chi ha materialmente diretto o eseguito i lavori meccanizzati.

Le norme che regolano sbancamenti e terrazzamenti

Il quadro normativo che disciplina questi interventi è stratificato. Il Testo unico dell'edilizia (D.P.R. 380/2001) qualifica movimenti di terra e trasformazioni permanenti del suolo come opere che possono richiedere permesso di costruire, con sanzioni penali e amministrative, incluso l'ordine di rimessa in pristino, per chi opera senza titolo. A questo si affianca la legge quadro 394/1991 sulle aree protette, che impone autorizzazioni dell'ente gestore per interventi vicini a parchi, riserve o siti Natura 2000.

Sul fronte europeo, il Regolamento (UE) 2021/2115 della PAC vincola i nuovi impianti di vigneto a un regime di autorizzazioni registrate nei sistemi nazionali, mentre il Regolamento (UE) 2018/841 inquadra i cambi d'uso del suolo agricolo e forestale come rilevanti ai fini climatici. In Veneto, la normativa regionale sul contenimento del consumo di suolo impone inoltre di verificare la compatibilità di sbancamenti e terrazzamenti con gli strumenti urbanistici comunali, un passaggio spesso sottovalutato da chi pianifica interventi edilizi su fabbricati e terreni agricoli.

Chi progetta l'ampliamento di un vigneto su pendio deve quindi incrociare più livelli autorizzativi prima di far intervenire escavatori e mezzi di movimento terra: vincolo idrogeologico, vincolo paesaggistico, eventuale prossimità a siti Natura 2000 tutelati dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, e compatibilità con il piano urbanistico comunale. L'assenza anche di uno solo di questi titoli espone il committente, il tecnico progettista e chi esegue materialmente i lavori a responsabilità distinte.

Responsabilità di agricoltori, tecnici e contoterzisti

La cornice sanzionatoria non colpisce solo chi commissiona i lavori. Il direttore dei lavori e il tecnico che firma il progetto di sistemazione idraulico-agraria rispondono della correttezza delle autorizzazioni ottenute, mentre il contoterzista che manovra escavatori e trattori su scarpate e pendii resta soggetto agli obblighi di sicurezza richiamati dall'INAIL per la movimentazione terra in agricoltura, con possibili responsabilità civili e penali in caso di infortunio o di danno a terzi.

Prima di avviare cantieri di terrazzamento conviene quindi verificare in modo documentale ogni passaggio, un controllo che riduce il rischio di contestazioni analoghe a quelle di Negrar e che si aggiunge alle cautele già note a chi gestisce l'acquisto di terreni agricoli in area collinare:

  • Titolo abilitativo edilizio per sbancamenti e movimenti di terra rilevanti, ai sensi del Testo unico dell'edilizia
  • Autorizzazione dell'ente gestore se l'area ricade in prossimità di parchi, riserve o siti Natura 2000
  • Autorizzazione di impianto vigneto registrata nei sistemi nazionali previsti dal regime PAC
  • Verifica di compatibilità con il piano urbanistico comunale e con i vincoli regionali sul consumo di suolo
  • Valutazione della stabilità dei versanti e del rischio idrogeologico prima dell'intervento meccanizzato

Il caso conferma che i controlli dei Carabinieri Forestali, già attivi su fronti come gli scarichi di fitofarmaci e rifiuti agricoli, si estendono ora con continuità ai cantieri di sistemazione fondiaria nelle aree collinari vitivinicole, dove la pressione per nuove superfici coltivabili resta alta.