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Agricoltura e pensioni: cresce l’età, ma il lavoro continua

Nel 2025 cresce l’età media di pensionamento, ma oltre il 20% degli ex lavoratori agricoli resta attivo nei campi.

gricoltura e pensioni: cresce l’età, ma il lavoro continua
Foto di: OmniTrattore.it

Nel 2024 l’età media di pensionamento sale a 64,8 anni, ma oltre il 20% degli ex lavoratori agricoli continua a lavorare: tra passione, necessità e nuove sfide

Il settore agricolo italiano continua a distinguersi anche sul fronte previdenziale. Secondo il XXIV Rapporto INPS, nel 2024 più di un pensionato su cinque con un passato da agricoltore ha scelto (o dovuto) restare attivo, a fronte di una media nazionale dell’8,5%.

Una tendenza che racconta non solo della dura realtà economica del comparto, ma anche della profonda vocazione al lavoro nei campi, difficile da abbandonare anche dopo la pensione.

gricoltura e pensioni: cresce l’età, ma il lavoro continua

L’età media effettiva di pensionamento per gli agricoltori cresce insieme a quella generale, attestandosi intorno ai 64,8 anni, con punte oltre i 67 anni per le pensioni di vecchiaia

Foto di: OmniTrattore.it

Età in crescita, ma meno “ritiri anticipati”

L’età media effettiva di pensionamento per gli agricoltori cresce insieme a quella generale, attestandosi intorno ai 64,8 anni, con punte oltre i 67 anni per le pensioni di vecchiaia. In calo del 9% le uscite anticipate, frenate da normative più rigide e da incentivi alla permanenza lavorativa.

Questa dinamica colpisce direttamente gli agricoltori autonomi e i piccoli imprenditori rurali, per i quali l’età pensionabile è spesso solo un dato formale: la maggior parte continua a gestire l’azienda agricola, a seguire la semina o la mungitura, anche dopo il pensionamento.

Pensioni leggere, soprattutto per le donne

Il gap di genere è particolarmente marcato nel comparto agricolo: le pensioni delle donne risultano in media inferiori del 34% rispetto a quelle degli uomini. Questo riflette la storica sottovalutazione del lavoro femminile in agricoltura, spesso non formalizzato, nonostante il ruolo essenziale svolto da mogli, figlie e sorelle in azienda.

Un sistema “solido”, ma a rischio sostenibilità

Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha dichiarato che il sistema pensionistico resta «solido», ma ha lanciato un chiaro messaggio: senza investimenti su giovani e donne, anche l’agricoltura rischia di vedere indebolita la propria base contributiva.

Nel 2024, infatti, sono stati raggiunti 27 milioni di assicurati INPS, un record, ma la composizione resta sbilanciata: troppi giovani continuano a lasciare le campagne (e il Paese), mentre le nuove leve tardano a entrare nel ciclo produttivo.

Opportunità e sfide per il mondo agricolo

L’introduzione di strumenti come l’Assegno di inclusione (Adi) e il Supporto per la formazione lavoro (Sfl) apre nuove prospettive anche in ambito agricolo, dove il bisogno di manodopera qualificata resta elevato. I dati mostrano che quasi il 29% degli ex percettori del Reddito di cittadinanza ha trovato lavoro: un’occasione che potrebbe essere colta anche dal settore primario, se adeguatamente supportata da politiche di formazione agricola e ricambio generazionale.

gricoltura e pensioni: cresce l’età, ma il lavoro continua

L’introduzione di strumenti come l’Assegno di inclusione (Adi) e il Supporto per la formazione lavoro (Sfl) apre nuove prospettive anche in ambito agricolo

Foto di: OmniTrattore.it

Il nuovo volto del pensionato agricolo

Non è raro, oggi, vedere un pensionato agricolo al volante di un trattore, nel vigneto o a controllare l’impianto di irrigazione digitale. Il settore evolve, ma lo spirito resta quello di sempre: la terra non si lascia facilmente, nemmeno con una pensione in tasca.

Per il futuro dell’agricoltura italiana, sarà cruciale rendere sostenibile il lavoro agricolo anche dal punto di vista previdenziale, valorizzando i contributi di chi lavora nei campi e facilitando l’ingresso di nuove generazioni pronte a raccoglierne il testimone.